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Mantegazza Giacomo

Saronno, VA, 1853 - Cernobbio, CO, 1920

"Al topo! Al topo!"

Olio su tela, cm 83.5x55.5
Firmato e locato in basso a destra: “G. Mantegazza, Milano”.

E’ Giovanni Migliara che per primo sperimenta la soluzione di inserire nelle sue vedute urbane e di interni figure di popolani intenti alle consuete attività lavorative dai connotati sempre più definiti. Su questa via si muovono le ricerche e la chiara volontà di rendere più verosimile la scena, trasformando il soggetto da paesaggio puro a episodio di genere. Siamo fra gli anni trenta/quaranta e il più autorevole esponente di questa pittura di genere lo si vede in Giuseppe Molteni. Accanto a figure isolate tratte dal vero e a scene di vita quotidiana fanno la loro comparsa venditori e suonatori ambulanti, fioraie, lavandaie, vecchie e spazzacamini che trovano puntuali riferimenti anche nelle correnti già molto diffuse in Francia e Germania. Ma i veri e propri maestri in questo campo furono Domenico e Gerolamo Induno. Nonostante una certa riluttanza da parte della critica “più colta”, basta scorrere i titoli delle opere presenti alle mostre artistiche del secolo scorso perché risulti con grande evidenza quanto i contemporanei apprezzassero la scena di genere. Anche i soggetti riflettono il gusto della committenza, specialmente quella borghese, nuova protagonista del mercato. Alle madri disperate o giovani fanciulle abbandonate si contrappongono giovani signore dai ricchi e sgargianti abiti talvolta in ambienti sei/settecenteschi, riprese in momenti di svago e in situazioni frivole come nell’opera in questione “Al topo! Al topo!” magistralmente dipinta dal più bravo degli allievi di Domenico Induno: Giacomo Mantegazza. E. Motta

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