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Bazzaro Ernesto

Milano, 1859 - Milano, 1937

"Carovana"

Bronzo, cm 50
Firmato: "E. Bazzaro"

Ernesto Bazzaro è oggi artista colpevolmente troppo poco conosciuto al grande pubblico meneghino e lombardo, che pur transita quasi quotidianamente da ottantacinque anni davanti al monumento di Cavallotti in Via Senato a Milano. Le sue opere non sono sufficientemente “visitate” da una critica purtroppo prepotentemente ottusa che ha quasi sempre risolto il dibattito sulla scultura lombarda tra Ottocento e Novecento nella contrapposizione tra Medardo Rosso e Leonardo Bistolfi, trascurando eccezionali artisti quali Brutti, Tabacchi, Troubetzkoy, Pellini e lo stesso Bazzaro che appare come la vera cerniera tra Rosso e Bistolfi. Le qualità di Ernesto Bazzaro si concentrarono nella capacità di recepire e rispondere alle istanze della cultura europea nell’ambito del realismo prima e del simbolismo poi. Infatti negli anni Ottanta cercò di innovare la scultura di genere, per cui l’Italia era famosa in Europa, adottando un modello spezzato e ricco di frastagliature luminose (di tipologia affine a quella ricercata dalla pittura scapigliata così bene teorizzata dal grande Tranquillo Cremona) per arrivare poi, attraverso un approccio antiretorico e naturalverista, fino alla rilettura in senso decorativo e liberty di soluzioni plastiche di matrice realista e neocinquecentesca, come voleva l’arte colta di fine secolo e come appare dalle sculture di Palazzo Castiglioni (ora site nella famosa clinica Columbus in Milano), dall’acrobatico monumento funebre per la famiglia Branca e dal monumento a Felice Cavallotti: tutte opere dalla plasticità di forme che ribadiamo si ispirano al Cinquecento, turgide ma vitalisticamente flessuose, trionfo delle tendenze espressive e stilistiche del tempo, in perfetta simbiosi con la forma liberty dell’architetto Sommaruga. Sebbene fosse partito con un “curriculum” accademico di tutto rispetto e potesse vantare prestigiose onorificenze internazionali, Bazzaro non usò mai queste premesse per fare del suo atelier un centro di potere, ma si mantenne fedele agli ideali, anche sociali, in cui fermamente credette durante tutta la sua attività artistica. La nostra affascinante scultura “Carovana” costruita con grande sicurezza attraverso un calibrato assemblaggio dei volumi appare come espressione di grande personalità artistica dove si evidenzia la chiara adesione di Ernesto Bazzaro al ruolo comprimario con Giuseppe Grandi quale capofila di una rinnovata scultura lombarda in grado di trarre dalla pittura di Tranquillo Cremona una formidabile esperienza proprio attraverso un tratto sintetico, sprezzante, tipico del gusto scapigliato. E’ questo il nuovo solco tracciato dalle ricerche degli scultori lombardi della seconda metà dell’Ottocento, individuato proprio attraverso una chiara impostazione dal carattere affatto inusitato, mosso, concitato e frammentario. E. Motta

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