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Roda Leonardo

Racconigi, CN, 1868 - Torino, 1933

"Il Cervino"

Olio su tela, cm 70x270
Firmato in basso a destra: "L. Roda".

Naturalista convinto e coerente, la sua arte fu sempre orientata verso una visione della realtà obiettiva in cui poco spazio veniva concesso all’espressione di un proprio mondo interiore. Mai fu toccato da problemi ideologici o filosofici, infatti in qualità di naturalista puro cercò sempre di porsi nella condizione di rappresentare il vero, ragione questa del suo largo successo. Era ed è pittore popolare proprio perchè nei suoi quadri vi si leggono con chiarezza e prontezza quelle poetiche intenzioni che danno all’artista la forza di una chiara raffigurazione della realtà estetica. Eccezionale autodidatta, assieme alla pittura coltivava grandi interessi per la botanica alpina e per la passione di scalatore, oltretutto provetto, e che riusciva contemporaneamente a soddisfare proprio vivendo sui monti. Prese così a soggiornare con assidua frequenza la Valtornanche tanto da eleggerla a preferita palestra del suo operare. Mai cedette alla tentazione di un’ispirazione monocorde, come può apparire il gruppo del Cervino che declinò in ogni varietà di tempo, di luce e di stagione, tanto da divenirne uno dei motivi salienti della sua produzione e meritarsi così l’appellativo di Pittore del Cervino. Nell’attenta osservazione di questo eccezionale trittico ci vengono alla mente le parole di un grande recensore, contemporaneo all’artista, che riteniamo il più valido contributo alla decifrazione critica del nostro dipinto: “......scena semplice e solenne di montagna, piena di luce, di silenzio, la quale per tecnica decisa, per l’arieggiata prospettiva, infine per sentimento che occupa su tutta la tela , si imprime subito e in modo indelebile nella memoria......”. E. Motta

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