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Bisi Luigi

Milano, 1814 - Milano, 1886

"L’interno della Certosa di Pavia presa dall’altare maggiore"

Olio su tela, cm 60.5x77
Firmato in basso a sinistra: "L. Bisi"
Databile: 1845 circa

Bibliografia

Esposizione di Belle Arti nell’I. R. Palazzo di Brera, Milano, 1845, p. 2l, n. 130.

Esposizioni

Esposizione di Belle Arti nell’I. R. Palazzo di Brera, Milano, 1845.

Luigi Bisi appartiene ad una famiglia di artisti di estremo rilievo nell’ambito della cultura figurativa lombarda del diciannovesimo secolo. Figlio dell’incisore e acquarellista Michele Bisi (figlio a sua volta di un decoratore di origine genovese), è nipote di Giuseppe, titolare della cattedra di paesaggio a Brera e cugino di Fulvia e Antonietta, figlie di quest’ultimo e anch’esse pittrici. Inoltre diventa cugino acquisito di Giuseppe Bertini, ritrattista tra i più significativi del secondo Ottocento. Luigi Bisi deve essere considerato esponente di punta della cosidetta pittura di prospettiva, nella quale si specializza fino a conseguire la nomina di professore di tale disciplina presso l’Accademia di Brera nel 1851, carica che ricoprirà fino alla morte, avvenuta nel 1886. L’artista si dedica in prevalenza all’illustrazione delle più significative testimonianze dell’architettura lombarda, con un’evidente preferenza per il Duomo di Milano, inteso anche nella sua valenza di simbolo storico-religioso della città. Bisi analizza i suoi soggetti con il rigore del filologo, rispettando e riproducendo in ogni dettaglio la fisionomia effettiva delle architetture via via effigiate, come nel caso del dipinto in questione, che raffigura l’interno della Certosa di Pavia. Nella scena - animata dalla presenza di un visitatore guidato da un frate certosino - sono infatti perfettamente identificabili i singoli i dipinti, le sculture e i manufatti che impreziosiscono l’interno della chiesa, dagli affreschi del complesso presbiteriale, eseguiti dai maggiori maestri lombardi del Seicento agli stalli lignei del coro, intarsiati da Pietro da Vailate su cartoni del Bergognone (1498). Tra il 1830 e il 1857 Bisi realizzò numerose vedute della Certosa di Pavia, sia ad olio che all’acquarello, assecondando le richieste provenienti da una committenza spesso prestigiosissima. Tra gli altri proprietari di opere raffiguranti la Certosa si ricordano Antonio Patrizio, amministratore dei beni del conte Stefano Stampa (il figliastro di Alessandro Manzoni), la marchesa Vittoria Visconti d’Aragona Gherardini, il marchese Vitaliano Crivelli, re Carlo Alberto di Savoia, l’arciduca Massimiliano d’Austria e lo stesso imperatore Francesco Giuseppe, che nel 1851 acquistò un acquarello di Bisi raffigurante l’atrio della Certosa per inserirlo nel famoso Album donato alla regina Vittoria d’Inghilterra. La tela può essere identificata in quella presentata da Bisi alla Esposizione di belle arti nel palazzo di Brera del 1845. Come si evince dal catalogo della rassegna, l’opera apparteneva alla collezione del conte Luigi Barbiano di Belgiojoso (1803 - 1882), nominato podestà di Milano nel 1859 ed eletto senatore del regno d’Italia l’anno successivo. Sergio Rebora

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