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Tominetti Achille

Milano, 1848 - Miazzina, VB, 1917

"Pace alpina o Baite in Laurasca"

Olio su tela, cm 90x150
Firmato in basso a sinistra: "A. Tominetti".

E’ proprio in uno scorcio della Valle Laurasca, sovrastante la quieta Miazzina, che riconosciamo il luogo raffigurato nell’opera in esame. La tematica di questo dipinto ci riconduce ad un nucleo di opere realizzate da Achille Tominetti ad inizio novecento, periodo in cui l’artista era solito aumentare gli spessori materici degli impasti, su cui, proprio per sfruttare l’effetto plastico degli apici delle pennellate, inseriva filamenti di colore puro, atti ad una particolare valorizzazione della luce. Era questo, con ogni probabilità, uno degli scopi principali dei grandi divisionisti italiani, e di conseguenza del loro movimento, a cui Tominetti non si dimostrò indifferente, anche se non vi aderirà mai in maniera convinta, limitandosi a consapevoli sperimentazioni condotte con l’amico Vittore Grubicy. Il dipinto sembra inserirsi in un clima evocativo, che non può esimersi dall’evidenziare la dura condizione in cui si svolge il lavoro agricolo, specialmente quello di montagna, che, tra l’altro, induce ad uno stato d’animo alquanto vicino al modo di pensare di un certo tipo di pittura sociale. In realtà, se lo si osserva attentamente, esso ci appare più propenso alla rielaborazione “del vero” in chiave prettamente celebrativa e forse anche simbolica, incentrata su di un’intensità emotiva tutta quanta tesa a conferire grande solennità al paesaggio; mentre la connotazione umana della figura risulta quasi privata di qualsiasi risvolto narrativo, al punto da sembrare inserita in funzione di un clima che vuole apparire alquanto rappresentativo. La strutturazione di Pace alpina ci conferma una costante delle opere del Tominetti maturo, infatti ad una scansione orizzontale di tutta quanta la parte che fa da sfondo alla veduta, si contrappone un primo piano dal taglio obliquo che lo attraversa in tutta la sua interezza, assumendo la funzione di uno stupefacente balcone, in grado di consentire , in un mirabile colpo d’occhio, la visione di un vasto paesaggio di inusitata bellezza, dove sono ben riconoscibili le imponenti alture miazzinesi, dominate dall’Alpe di Pala. Magistrale, infine, è la scelta di una prospettiva panoramica che riesce a rendere assolutamente accattivante tutto ciò che testimonia la presenza umana in un incontaminato contesto della natura. E. Motta

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