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Ripari Virgilio

Asola, MN, 1843 - Milano, 1902

"Ritratto di modella"

Olio su tela applicato su cartone, cm 56x42
Firmato in basso a sinistra: "V. Ripari".

Da giovane Virgilio Ripari ebbe una vita avventurosa, lontano dai genitori, senza un domicilio fisso, vivendo per diversi anni addirittura da vagabondo. Durante un’inondazione del Po, il padre venne finalmente a cercarlo e lo riportò nella nativa Asola. Ottenuti i primi guadagni come imbianchino, poté finalmente avere un’esistenza più serena, coltivando così la sua grande passione per la pittura, infatti, pur senza guida né maestri si mise a dipingere con lodevoli risultati, tanto da conseguire un sussidio del Comune d’origine che gli permise di recarsi a Milano e frequentare l’Accademia di Brera, dove ebbe come insegnanti Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini. La sua consacrazione avvenne proprio in questa città, quando, con grande convinzione, aderì alla scapigliatura lombarda. Ripari infatti, pur non raggiungendo gli esiti inarrivabili del Cremona, molto gli si accostò, tanto che ben presto ebbe riconoscimenti di critica e di pubblico in diverse esposizioni nazionali ed estere che gli procurarono svariate committenze (addirittura una dalla Regina d’Inghilterra). Con Virgilio Ripari e Luigi Conconi va a concludersi la grande stagione di coloro che furono “scapigliati” nel senso stretto della parola, cioè quelli che seppero mantenere sempre uno stretto rapporto con la tecnica e con la sostanza di quella che era nata come una rivoluzione e che aveva innestato, sull’insostituibile matrice di Giovanni Carnovali detto il Piccio, quell’innegabile fascino derivato dal sentore dell’impressionismo francese. Ripari, anche se va considerato come appartenente al secondo momento di quell’esperienza, seppe raggiungere risultati assai convincenti, specie nella ritrattistica, proprio come in questo dipinto, "Ritratto di modella", dove al fluido svaporare delle superfici coloristiche, oppone attraverso la luce il senso robusto della forma e del volume; è una figura, vigorosa e al tempo stesso quasi evanescente, che riesce ad impregnarsi di un’atmosfera particolarmente sentimentale. Proprio in questo aspetto l’artista mostra una sua personalità più autonoma e caratterizzata: infatti il segno si fa più netto ed oggettivo, comunque sempre capace di evocare per forti contrasti quegli effetti chiaroscurali tanto cari alla tematica scapigliata. E. Motta

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