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Ripari Virgilio

Asola, MN, 1843 - Milano, 1902

"Rose"

Olio su tela, cm 60x35
Firmato in basso a destra: "V. Ripari".

Da giovane Ripari ebbe una vita avventurosa, lontano dai genitori, senza domicilio, vivendo diversi anni da vagabondo. Durante un’inondazione del Po il padre venne finalmente a cercarlo e lo riportò nella nativa Asola. Ottenuti i primi guadagni come imbianchino poté finalmente avere un’esistenza più serena, coltivando così la sua grande passione: senza né guida né maestri si mise a dipingere con lodevoli risultati, tanto da conseguire un sussidio del Comune che gli permise di recarsi a Milano e frequentare l’Accademia di Brera, dove ebbe come insegnanti il Casnedi e il Bertini; senza però mai dimenticare una primordiale frequentazione dei corsi di ornato e decorazione, tenuti, sempre in quel di Brera da Luigi Scrosati. Cominciò così ad ottenere i suoi primi veri riconoscimenti fra il 1864-67, e proprio con saggi di ornato. Anche questa nostra riuscitissima natura morta di fiori, risulta ancora debitrice al modo di fare dello Scrosati; insegnamento però, che sembra ormai padroneggiare con sicurezza, tanto da arrivare ad eliminare qualsiasi contorno disegnativo degli oggetti riprodotti, perciò affidati esclusivamente a tocchi di colore ed effetti di luce: dai fiori agli stessi rami, dal portale fino allo sfondo, ormai volutamente indeterminati secondo le moderne intenzioni scapigliate. Ripari, con questa opera, rivela inoltre una chiara maestria nel saper usare in assoluta scioltezza una pennellata larga e guizzante, adatta a catturare quella “luce” che andrà a costituire l’aspetto più rilevante di un’eredità lasciata da Scrosati, e magistralmente raccolta da Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, di conseguenza da tutto l’ambiente scapigliato. E. Motta

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