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Borsa Emilio

Milano, 1857 - Monza, MB, 1931

"Vecchi molini"

Olio su tela, cm 38x54
Firmato e datato in basso a destra: "E. Borsa, 189X"
Databile: 1890 circa

Nato a Milano nel 1857 da Regina Bianchi, sorella di Mosè Bianchi, e da Paolo Borsa, valente insegnante di disegno, venne indirizzato all’Accademia di Brera sotto l’insegnamento di Francesco Hayez, ormai alla fine della sua feconda attività didattica. L’insegnamento più proficuo, comunque, lo ebbe dallo zio Mosè Bianchi. Ma fu il rientro in quel di Monza, precisamente presso la Cascina Ca’ Brusada in rione San Biagio, che coincise con la piena maturità dell’artista: qui nacquero le opere che lo resero noto al pubblico negli anni ’80 e fu nel vicino parco di Monza, residenza estiva dei Savoia e sua meta prediletta, che la sua pittura si perfezionò, tanto da procurargli personali contatti con la Casa Reale, contatti che lo portarono alla cessione diretta di diverse opere, tra cui Nella valle e Ultimo inverno, acquistate personalmente dal futuro re Vittorio Emanuele III. Partecipò alle più importanti esposizioni nazionali ed estere a Milano, Roma, Torino, Palermo, Genova, Firenze, Venezia, Parigi, Londra, Monaco, Barcellona, Berlino, Nizza e Buenos Ayres, con grande successo di critica e di mercato. Nel 1910 gli venne conferito il prestigioso premio Principe Umberto che si aggiunse agli importanti riconoscimenti conseguiti nelle esposizioni di Parigi e Barcellona. Questo dipinto ci appare di particolare interesse in quanto il dialogo tra figura e paesaggio risulta di grande forza ed intensità. Il Borsa riesce magistralmente a sciogliere appieno la pennellata, liberandola da quelle reminescenze descrittive che nei dipinti ottocenteschi del nostro artista facevano capolino sotto un interesse puramente compositivo. Qui ogni esigenza di cronaca si è persa in una fluidificazione della materia e del colore verso una formale smaterializzazione. E. Motta

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