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Poma Silvio

Trescore Balneario, 1840 - Turate, CO, 1932

"Veduta di Menaggio"

Olio su tela, cm 56x94.5
Firmato in basso a destra: "S. Poma".
Databile: 1885 circa

Quando Silvio Poma muore il 21 ottobre 1932, nella casa Veterani Umberto I di Turate, presso Saronno, alla veneranda età di 92 anni (era nato a Trescore Balneario l’8 gennaio 1840), la sua lunga carriera di pittore lombardo per nulla secondaria, ma neppure di primo piano, comunque apprezzata da un vasto pubblico non solo nazionale, era stata già da almeno un ventennio dimenticata. La sua ultima apparizione alle mostre pubbliche nel 1915 alla Permanente di Milano segna l’ultimo atto di una lunga agonia del successo iniziata nei primi anni del Novecento. Le avanguardie e le sistematiche rivoluzioni pittoriche avvenute a cavallo del secolo l’avevano reso perplesso e insicuro sull’avvenire della sua pittura e i tentativi di nuove soluzioni non gli avevano portato risultati soddisfacenti, trascinandolo senza avvenire in una serie di opere sempre meno lucide e troppo di maniera. Dopo la sua scomparsa il ricordo di Silvio Poma si dileguò quasi completamente per oltre un cinquantennio, fino all’inizio degli anni Novanta quando vennero pubblicati i saggi di Rea (in Ottocento, n. 20, Mondadori, 1991) e di Noris (in Pittori bergamaschi dell’Ottocento, vol. II, Bolis, 1993) e, soprattutto, con la mostra che dal luglio al novembre del 1992 nelle sedi della Permanente di Milano, di Trescore Balneario e del Museo Civico di Lecco riportò alla luce la sua opera anche con la monografia edita per la retrospettiva. Con questa mostra del 1992 sono riuscito, con l’aiuto di Fernando Noris e Sergio Rebora, a ricostruire la vita di Silvio Poma, il suo percorso artistico, a correggere i numerosi errori biografici ripetuti per decenni, ma, principalmente, a rinverdire, dopo quasi un secolo, i meriti di un pittore a volte superbo e senza dubbio importante per la pittura italiana di paesaggio dell’ultima parte dell’Ottocento. Questo lungo discorso è riferito decisamente a questa splendida veduta di Menaggio che ha subito, appunto, i danni del lungo oblio del pittore che l’aveva eseguita attorno al 1885. La gioia di osservare e di rappresentare la vita ottocentesca del lago ha trovato in Silvio Poma un cantore magistrale che in questi anni, dopo la mostra del 1992, ci ha stupito spesso con nuovi ritrovamenti e siamo sicuri lo farà ancora per lungo tempo poiché siamo certi che numerose sue opere giacciono sconosciute certamente in Italia, ma pure in chissà quale lontano angolo del mondo. Di Menaggio è pubblicata una veduta simile a questa con una ripresa più ravvicinata e misure più contenute nella monografia del 1992, al n. 23, p. 64. Silvio Poma ha esposto opere con questo soggetto nel 1885 a Brera, alla Promotrice di Torino e di Genova, nel 1888 e nel 1889 alla Promotrice di Torino Fernando Rea

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