Ranzoni Daniele
Novara, 1843 - Verbania, 1889
"Ritratto di giovane donna"
Acquarello su carta, cm 50.5x33.5
Firmato in basso a destra: “Ranzoni”.
Fu pittore personale, fantasioso e misterioso. Sempre ansioso di nuove esperienze e di nuove conquiste, arrivò a creare opere di forza e di bellezza straordinarie, a volte tutte ombre e mistero, a volte perdute in una chiarezza calma e pura, viva e salda, che fanno di lui uno dei più interessanti, vitali e personali artisti del migliore ottocento italiano. Dotato di una personalità originale e sempre aggiornato sull’evoluzione dell’arte europea, Daniele Ranzoni va considerato come uno degli artisti più colti e rappresentativi nella transizione fra la concezione ottocentesca della pittura e la modernità del Novecento. L’impronta dello stile scapigliato, mutuato da Cremona e precocemente rivisitato con personale originalità da Ranzoni, è ben visibile in questa nostra accattivante opera. Nella nuova concezione del ritratto risulta evidente anche la lezione del Piccio che tende ad eliminare il contorno della figura, dissolvendone i limiti nell’ambiente circostante. Anche nel rapporto col Carnovali si rivela però prontamente la personalità artistica del pittore di Intra: il risalto della fisionomia è affidato ai contrasti luministici intensi che configurano i toni molto chiari dell’abito. Vi sono già presenti le luci rossastre che sono state interpretate dalla critica come effetto dell’attenzione di Ranzoni alla pittura di Rembrandt e che si andranno accentuando a partire dal periodo londinese. L’assenza del disegno è totale. Lo sfondo è realizzato con una sorta di “divisione spontanea” dei colori e delle forme. L’elegante immagine della giovane raffigurata nel dipinto in esame, nonché il taglio accattivante dell’impianto, la stessa posa seducente della fanciulla, tratteggiata con pochi ma sapienti tocchi di colore, mostrano inequivocabilmente l’avvenuta rielaborazione della personalità artistica del nostro autore. Il nostro soggetto, infatti, di chiara derivazione scapigliata, viene però personificato attraverso una rappresentazione squisitamente sentimentale della femminilità, che testimonia l’acquisizione di una piena autonomia stilistica. In questa immagine, come anche in altre opere della maturità di Ranzoni, la dissoluzione dei contorni crea un insieme di segni e colori decifrabile solo attraverso una lettura molto attenta. Più che un ritratto, per quanto ravvicinato, intimo e intenso, quest’opera va intesa come pretesto per suggerire la borghese, quasi nobiliare, posa in senso lato e universale. Questo bellissimo acquarello, Ritratto di giovane donna, in cui il colore svapora nella luce, viene giocato sulla rapidità del tocco e sui valori atmosferici da cui emerge un senso concreto dell’immagine, una solidità della forma solo apparentemente sfuocata e messa in discussione dalle vibrazioni luminose del colore. L’opera è, ancora una volta, il segno tangibile della grandezza di Ranzoni nella scapigliatura milanese. E. Motta
